sabato 26 novembre 2011

Weekend a Bari, mo'!

Sono arrivata qui a Bari ieri sera alle 20, dopo aver viaggiato nell'ultimo posto dell'ultima fila di un aerbus incredibilmente pieno, schiacciata contro il finestrino ("È l'ultimo rimasto libero, signora") da un bisonte che mi sedeva a fianco.
Ho trovato una temperatura mite, 14 gradi, e un buonissimo prosciutto crudo nella schiacciata che ho mangiato già subito in aereoporto, prima di cercare un taxi che mi portasse in albergo.
"Dove deve andare signora? Ah, corso Càvour..."
"Come, scusi?" confusa dall'accento spostato sulla prima sillaba, ho faticato un po' a capire, ma poi sono arrivata a destinazione.
Sono qui per una due giorni di full immersion nel solito mare di mamme e bambini, che di solito qui a Bari si arricchisce anche di nonne, zii e famigliari di ogni ordine e grado, che accorrono alle nostre fiere dedicate al mondo della prima infanzia.
So già che inconterò qualche mamma blogger, che già conosco via internet. Saranno due giorni caotici ma interessanti. Con un paio di colleghe abbiamo già progettato una piccola bigiata. "Approfittiamo del calo di gente dell'intervallo e andiamo a fare un giro a Bari vecchia. Quest'anno lo facciamo, eh! Davvero!"
Io sono curiosa di sentir pronunciare dal vivo il famoso intercalare "mo'" adesso che fresca della lettura dei libri di Gaetano Cappelli (soprattutto "La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo") credo di saperne il vero significato.
Adesso è ora che vada in fiera, mo'!

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