Correre la mattina al parco prima di andare a lavorare è bellissimo.
Intanto la corsa conferisce al viso un colorito acceso che fa esclamare a tutte le colleghe appena entro in ufficio: "Ma come sei abbronzata! Hai appena fatto una lampada?"
No, sono solo paonazza per la fatica...
Poi, stare un po' nel verde, in mezzo agli alberi, prima di rituffarsi nel traffico fa bene. Stamattina mi è anche caduta in testa una castagna matta... spero che porti fortuna più che aver trovato un quadrifoglio.
Ma la cosa che mi piace di più in assoluto del correre al parco è la gente che si incontra.
C'è il signore che va tutti i giorni, anche se piove o nevica, e che cammina per un paio d'ore. Dicono che lo faccia per motivi di salute.
C'è la coppia sovrappeso oltre la mezza età. Un po' camminano e un po' corricchiano. Si vede che fanno una faticaccia, ma sorridono gioviali a tutti quelli che li sorpassano.
Ci sono i due amici, uno alto e magro, l'altro più grassoccio, sono vestiti normali, non da corsa, e camminano chiacchierando fitto fitto e si fanno sempre almeno tre giri da 2 chilometri e mezzo.
Da qualche tempo c'è un runner nuovo, un signore di forse 70 ani, che prepara la maratona e racconta con aria un po' timida che la corsa l'ha aiutato molto in un periodo difficile della sua vita e si intuisce che allude a una malattia della moglie.
Ecco, il bello del parco è proprio questo: dopo due volte che ci si va, ci si saluta tutti. E quando ci si ferma al ponticello per fare stretching si chiacchiera, ci si scambiano confidenze che nemmeno alle amiche più strette... E tutto senza nemmeno sapere il nome (figuriamoci il cognome) di chi ti sta davanti.
E' questo il vero valore dello sport.
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