giovedì 6 ottobre 2011

Cotechino e pearà

Non sono una figlia snaturata. Voglio bene alla mia mamma che ha appena festeggiato allegramente gli 88 anni.
Però, dato che la conosco bene, se mi capita di non trovarla al telefono anche per tutta una mattina o un pomeriggio intero non mi preoccupo affatto.
Le mie amiche sì. "Ma come non corri a vedere se ha avuto un malore? Se è scivolata per terra... Se ha inciampato ed è caduta...".

No, dieci volte su dieci non la trovo al telefono perché:
1) è andata a fare la spesa al centro commerciale con la sua amica Maria e staranno lì tutto il giorno
2) dopo la messa, è rimasta al bar a bere il caffè con le sue amiche per parlare male del nuovo parroco
3) è andata in bicicletta sul lungolago (d'estate abita in un bellissimo paese sul Garda)
4) è in giardino che chiacchiera con il vicino di casa
5) è a pranzo fuori, perché ha deciso di recensire i ristoranti della zona così sa dove portarci quando andiamo a trovarla

E così anche domenica scorsa non mi sono preoccupata quando l'ho cercata più volte al telefono inutilmente.

"Mamma, non sei mai a casa... Poi non lamentarti che non ti chiamo mai..." le dico con un tono di blandissimo rimprovero.
"Ma non ti ricordi che c'è la festa dell'uva? Ho girato tutti gli stand... Bellissimo! Un sacco di gente."
"Ma non sei tornata a casa nemmeno per pranzo!"
"Ma no, ho mangiato lì alla festa. Cotechino e pearà! Buonissimi!"

Salute, mamma! Spero di avere il tuo stomaco quando avrò (se li raggiungerò) 88 anni!

E per chi non conoscesse la pearà, ecco il link alla ricetta.
http://www.buttalapasta.it/articolo/ricetta-per-la-salsa-peara/925/

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