martedì 13 settembre 2011

Amarcord culinario

Nel suo personalissimo armadio dei ricordi, Lui conserva il sapore di un dolce speciale che quando era piccolo gli preparavano solo la sua mamma e la zia Novella.

“Com’era buono il latte alla portoghese… non l’ho più mangiato…” fantastica a volte a voce alta. E azzarda fiducioso: “Potresti farti insegnare dalla zia Novella...”.

Io mi sono rivolta a "zia Internet" (al momento più a portata di mano) e dopo aver vagliato una decina di siti, ho sperimentato la ricetta di una blogger nostalgica dei sapori dell’infanzia, proprio come Lui.

Dato che sono stata promossa (“Ha proprio lo stesso sapore” ha esclamato Lui riconoscente), ecco qua la ricetta.

1)    Ho fatto bollire mezzo litro di latte con dentro una scorzetta di limone e l’ho lasciato raffreddare.
2)    Ho sbattuto 3 uova intere con 4/5 cucchiai da minestra di zucchero.
3)    Ho preso due piccole pirofile (solo perché non ho uno stampo da budino…), ho ricoperto il fondo di zucchero e le ho messe sul fuoco finché lo zucchero non si è sciolto diventando caramello (non l’avevo mai fatto prima e mi ha molto sorpreso, questa trasformazione….).
4)    Ho versato il mezzo litro di latte bollito nella terrina con le uova sbattute con lo zucchero e ho mescolato.
5)    Intanto avevo acceso il forno a 200, mettendo l’opzione “ventilato” (ma non so se è indispensabile…)
6)    Ho preso una teglia da arrosto, ho messo dentro una delle pirofiline e ho riempito di acqua la teglia fino a metà altezza della pirofilina piena del composto (che è molto molto liquido: io dubitavo che si rapprendesse…).
7)    Ho messo in forno e ho fatto cuocere per un’ora.
Il mio capolavoro!

Il risultato ha sorpreso anche me: la preparazione così liquida si era ben rappresa e sopra si era un po’ dorata o forse il caramello era affiorato, non so...

P. S. Anche mio figlio che, causa inizio della scuola, si è ormai rimaterializzato in casa, ha gradito!


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