giovedì 13 ottobre 2011

Come si chiamerà?

Anch'io ho un nipotino piccolo... Cioè, non un nipotino nel vero senso della parola. È il figlio del mio ex marito e quindi fratellino (sarebbe fratellastro, ma che orrore questa parola, andrebbe cancellata dal vocabolario!) di mio figlio. Forse stando alle regole io e lui non siamo nemmeno parenti alla lontana. Però gli voglio bene, mi sento zia a tutti gli effetti e quindi telefono spesso ai suoi genitori per monitorare i suoi progressi.

"Pronto? Come sta?" perché non so se avete notato ma quando in una casa c'è un bambino piccolo spesso chi telelfona salta qualsiasi convenevolo per andare al nocciolo, cioè chiedere info della persona che più gli interessa e che non è mai la mamma e men che meno il papà.

"Parla" annuncia trionfante il papà. "Ma non tantissimo..."
"Cioè?"
"Bè, quando gli chiedo cos'ha fatto all'asilo, dice 'buongiorno' e se ne va..."
"Ma guarda che è normale... Ti ricordi tuo figlio grande, a qualsiasi domanda rispondeva 'non mi ricordo'..."
"E poi alla sera dopo il bagnetto e dopo la pappa dice 'latte, poco poco'..."
"Me lo passi? Ciao... Come stai? Hai fatto la pappa?"

In attesa che cresca ancora un po', tanto da capire la funzione del telefono, mi viene in mente un'altra telefonata, di ormai quasi due anni fa, quando il mio ex marito mi annunciò come avrebbe chiamato il bambino in arrivo.
"Ma sei matto?" gli avevo gridato. "Leonida?!"
E subito dopo c'era stata la grande sollevazione di tutta la famiglia allargata che si ramifica in tre regioni: Toscana, Lombardia e Veneto.

Risultato? Edoardo. E Leonida come secondo nome. "Ma senza la virgola in mezzo!" ribadisce appena si presenta l'occasione il mio cocciutissimo ex.

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