Le francesine (si chiamano così, no?, quegli stivaletti bassi che usano adesso...) nere col tacco alto. Il vestito "fasciante" di Desigual, la gonna nera stretta e il maglioncino verde petrolio con il collo a sciarpa... Cos'altro? Magari un altro vestito, quello azzurro incrociato davanti, la mantella di lana nera traforata... Ah sì, le decollété col tacco...
Sto preparando la borsa per andare via un paio di giorni. No, non un weekend in un quattro stelle, con obbligo di vestirsi per la cena. Andiamo in un paesino a 800 metri sul livello del mare, abbarbicato sulla montagna pistoiese, tutto stradine ripide (e quindi discese molto pendenti) e con temperature medie parecchio al di sotto di quelle dove abito. A rigor di logica, nella borsa bisognerebbe mettere pile e calzoni pesanti, scarpe da ginnastica se non scarponcini da montagna e magari sciarpa e guanti. Ma è il paesino dove Lui è nato e dove abitano i suoi zii e i suoi cugini e i suoi amici d'infanzia. E Lui soffre della sindrome dell'emigrato che ritorna e quindi si sente in dovere di comparire davanti ad amici e parenti tirato a lucido. E di conseguenza anch'io devo essere all'altezza.
"Ma non potrei mettermi in tuta?"
Lui inorridisce. E mi spiega pazientemente che nei paesini, non sembra, ma badano tantissimo a come sei vestita e poi quando sei tornata a casa tua commentano anche i più piccoli dettagli. Ok, ho capito. "Faccio in tempo ad andare dal parrucchiere prima di partire?"
mi vengono i brividi solo a pensarci... in bocca al lupo! anzi: ai lupi!
RispondiElimina