mercoledì 2 novembre 2011

La cena delle beffe

Dai finesettimana in Toscana riporto immancabilmente a casa un entusiasmo per la cucina e il cucinare, una voglia irresistibile di mettermi ai fornelli per cercare di riprodurre i piatti che ho mangiato lì.
Riporto a casa anche un paio di chili che poi mi affanno a cercare di smaltire correndo, ma questa è un'altra storia...
Insomma, anche stavolta, mentre guidavo tornando a casa, mi immaginavo con tanto di grembiulino a spianare la pasta, a preparare ricotta e spinaci ("Ben strizzati, eh" mi aveva raccomandato la mitica zia Novella) per fare i famosi tortelli...
A casa, però, anche stavolta, come del resto tutte le altre volte, i sogni hanno duramente cozzato con la realtà (poco tempo e scarsa esperienza) e hanno avuto la peggio.

"Cosa si mangia?" chiede Lui speranzoso.
"Gnocchi alla romana!"
"Ma li hai fatti tu?"
"Sì, è facilissimo! Basta preparare un semolino un po' denso, lasciarlo raffreddare e poi ehm, quando è ben freddo... Sì, è davvero facile!"
"Però, brava!"
"E di secondo, baccalà alla vicentina..."
"Noooo..."
"Sì. È una ricetta della mia nonna di Venezia, la nonna Nina. Mi è sempre venuta bene!"
"Ah, vedi, anche tu come sei brava, se ti metti..."
"Eh, sì. E poi la torta di mele!"
"Buonissima. Ma come hai fatto, tutta questa roba, in così poco tempo! Bravissima!"
"Beh, questione di organizzazione...", taglio corto con aria modesta, ringraziando silenziosamente l'Esselunga per gli ottimi gnocchi alla romana già pronti (basta metterli in forno 15 minuti con due fiocchetti di burro), Sapore di Mare per il baccalà già cotto e surgelato che basta scaldare in una padella antiaderente e Cameo per il fantastico preparato della torta di mele a cui basta aggiungere burro, uova e mele sbucciate.
Ah, e grazie anche a mio figlio per la discrezione!

P.S. Perché lo faccio? Perché questa messinscena puerile? Intanto perché so che dentro di me sonnecchia una cuoca perfetta che non può esprimersi solo per mancanza di tempo e che sarebbe in grado di far meglio dell'Esselunga, di Sapore di Mare e anche di Cameo.

E poi, insomma, PERCHÉ NO?

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